Cari amici,

Torno a parlarvi direttamente dopo un lungo periodo. Sapendo che la stragrande maggioranza degli aderenti a CentroMotore lo ha fatto seguendo i miei post su Facebook e Twitter (e come avrete visto non ne ho fatto risparmio) ho ritenuto inutile aggiornare sullo stato dell’arte del nostro tentativo fino a quando le bocce non fossero, per così dire ferme, o quasi.

CentroMotore è nato sul presupposto che di fronte alla maggioranza sovranista-populista fosse inutile proiettare sullo schermo della politica vecchi film che rappresentano un dualismo centrodestra-centrosinistra che non esiste più. Lo facciano pure oggi Zingaretti (con Calenda) sul lato sinistro, Berlusconi sul lato destro. La Seconda Repubblica non tornerà, perché in Italia (come in Polonia o in Ungheria e presto temo in altri paesi europei) non esiste più la possibilità di un confronto fra politiche più o meno progressiste, più o meno conservatrici, all’interno di un quadro costituzionale da tutti accettato. È in corso, in quasi tutta Europa, uno scontro decisivo fra la democrazia liberale da una parte, con le sue regole (pur spesso violate o contraffatte) di salvaguardia delle libertà civili e dei contrappesi istituzionali, e dall’altra una concezione di democrazia illiberale (come dice Orban) o democrazia gestita (secondo il lessico putiniano). Interrogarsi sulle cause del successo elettorale del partiti sovranisti o populisti è non solo doveroso, ma necessario per sconfiggere queste forze reazionarie ma nessuno in Italia nei partiti che hanno retto le sorti della seconda repubblica ha voluto farlo, né è stato capace di produrre una qualsiasi proposta politica innnovativa. Zingaretti e Berlusconi si dicono convinti che l’attuale maggioranza è agli sgoccioli e quindi si preparano a riorganizzare le loro poderose armate di coalizione, riproponendo il vecchio modello ormai sfasciato. Zingaretti riapre le porte agli esuli di sinistra e lancia la sua fatwa contro il neoliberismo (chi l’ha visto), Berlusconi offre la sua “moderazione” a un Salvini che ne ha fatto il suo bersaglio costante, riuscendo in tal modo a conquistare il voto degli arrabbiati insofferenti del moderatismo di destra.

Personalmente sono convinto che il governo del “contratto” va rafforzandosi, non indebolendosi, nel momento in cui si mostra ogni giorno anche come il governo del “contrasto”. In questo modo Lega e 5 Stelle riescono a coprire entrambi i ruoli di una democrazia “normale”, quello della maggioranza e dell’opposizione, precludendo di fatto ogni spazio di comunicazione politica agli avversari. Un “trucco” tanto più efficace quanto più lo scontro politico nella maggioranza è reale non finto. In questo modo si lascia all’opposizione parlamentare soltanto il ruolo di spettatore critico ora dell’una parte ora dell’altra.

Sono come i famosi “ladri di Pisa” che litigavano di giorno e si spartivano il bottino di notte.
Aggiungo la mia convinzione che l’obiettivo politico decisivo per il consolidamento del governo sovranista-populista è l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, che avverrà nel 2022. Se conquisteranno anche quella postazione, liberandosi del fastidioso costante richiamo alle regole che proviene oggi dal presidente Mattarella domani forse dal suo successore, avranno fatto bingo, e potranno definitivamente completare la distruzione della democrazia liberale.

Ma anche se mi sbagliassi e si andasse a elezioni dopo le Europee (subito, fra un anno…) quale sarebbe lo scenario? Da una parte il Centrodestra guidato al galoppo dal duo Salvini-Meloni, con una parte di Forza Italia (quella diciamo liberale) a mordere il freno spaccandosi i denti, dall’altra due soggetti incompatibili come il Pd (nonostante le avance periodiche verso l’elettorato grillino) e un M5Stelle che, cacciato dal governo, ritroverebbe la rabbia se non la grinta degli anni antecedenti le ultime elezioni e una buona parte dei voti perduti per strada.

E Un Pd che nella più favorevole delle ipotesi (non è quel che penso) arriverebbe fin verso il 25% dei voti. Incoalizzabili, quindi inutili a rovesciare la situazione.
Conosco l’obiezione: il governo non riuscirà a fronteggiare la crisi economica, la pressione dei mercati, lo spread che si impenna eccetera. Contro obiezione: questa situazione di decrescita e involuzione non è solo effetto dell’incapacità del governo, ma è senz’altro il frutto di loro scelte politiche preannunciate e consolidate strada facendo. La maggioranza sovranista-populista ha una priorità: la controrivoluzione antiliberale, antieuropea, antieuro. E Salvini è persino più deciso dei 5Stelle ad affermare questa controrivoluzione, checché ne pensino i “moderati” e gli “industrialoni” anche per lo strettissimo rapporto di collaborazione con la Russia di Putin, il cui ruolo non deve essere affatto sottovalutato. Il vero erede del disperso Grillo è Salvini.

Da questa lettura dei fatti, il cui svolgimento abbiamo anticipato con una certa precisione mi pare, è nata l’Associazione CentroMotore, a difesa della democrazia rappresentativa, dello stato di diritto, delle garanzie individuali, della libertà di mercato e della concorrenza, della collocazione europea e atlantica dell’Italia. Ed è nata dalla consapevolezza che occorreva più costruire che conservare, e che soltanto una grande operazione politica di verità avrebbe restituito agli elettori la passione per quei valori e quei legittimi interessi che nei vent’anni precedenti erano stati se non traditi comunque non soddisfatti se non in minima parte dal governi dell’alternanza centrodestra-centrosinistra. Non starò qui a fare l’elenco dei problemi italiani, ciascuno di voi ne è perfettamente a conoscenza. Ma, dicevamo al momento della fondazione di CentrMotore, se non nasce, su una piattaforma comune, un’alleanza che si rivolga alla parte centrale dello schieramento elettorale (fra Pd e Fi), una forza centrale ma non centrista, centrale e rivoluzionaria in senso liberaldemocratico, insomma un centro motore che attivi e unisca energie ora affievolite o isolate, non si creerà mai una alternativa politica ed elettorale.

In questi mesi abbiamo lavorato senza tregua per avvicinarci a questo risultato. Sapevamo, l’ho scritto tante volte, che per bruciare i tempi era necessario individuare un leader che potesse superale le gelosie partitiche e parlare alla società con la credibilità che nascesse dalla sua storia. Individuarlo, e lo avevamo fatto, e convincerlo a farsi carico di questa impresa. Purtroppo non è stato possibile realizzare questa operazione prima delle elezioni Europee, per ragioni (il tempo stretto, l’organizzazione inesistente, gli impegni gravosi sul fronte del lavoro sindacale) che comprendo benissimo ma che fino all’ultimo minuto ho tentato, con “ottimismo tragico” di smontare. Dopo le elezioni europee CentroMotore riprenderà anche questa azione di, come dire, stalking politico, nei confronti di Marco Bentivogli e/o di altre personalità che insieme cercheremo di indicare come leader della nostra rivoluzione politica.

In ogni caso ho e abbiamo lavorato perché si formasse almeno l’embrione di una futura alternativa liberaldemocratica. Come sapete quasi dal primo momento ha aderito a CentroMotore un esponente del Pd come Sandro Gozi, ex sottosegretario agli Affari Europei nei governi Renzi e Gentiloni, esponente di quella parte del Pd che si colloca a pieno titolo nella cultura politica liberaldemocratica. Gozi ha scelto, visto il contesto italiano, una strada diciamo periferica per continuare il nostro percorso. Sarà infatti candidato alle elezioni europee in Francia, nella lista En Marche di Macron. Ha buone probabilità di essere eletto e ci sarà sicuramente di grande aiuto nella fase successiva. Nel frattempo è nato dalla Lista +Europa con Emma Bonino un nuovo partito, che ne conserva il nome, +Europa, ma che è statutariamente e politicamente cosa nuova e diversa. In primo luogo perché +Europa ha aderito all’Alde, il gruppo che riunisce i liberali e democrati europei (quello cui ha aderito, per intenderci, la vincitrice a sorpresa delle elezioni politiche in Slovacchia, la liberale Zuzana Čaputová), sganciandosi dalla (infausta secondo me, per i motivi che ho più volte esposto) alleanza col Pd. In secondo luogo perché +Europa ha cercato, anche grazie alla mia e vostra spinta, di realizzare, per quanto possibile in questa fase una aggregazione di forze diverse ma convergenti. Fra queste una per ora piccola parte degli iscritti al Pd in dissenso con la linea Zingaretti, il nuovo partito Italia in Comune di Federico Pizzarotti (una compagine essenzialmente civica) oltre a componenti che si richiamano alla cultura laica repubblicana, liberalsocialista, cattolico-liberale, a movimenti civici in varie zone del paese, a forze giovani e europeiste come Volt. Volt fino a pochi giorni pareva intenzionata, fallita la raccolta di firme (spaventosamente numerose) necessarie per la presentazione autonoma, ad essere della partita con +Europa, con una importante presenza nel simbolo elettorale, poi ha deciso di saltare questo appuntamento per mantenere la propria identità. Ci sarà modo anche per CentroMotore di ritrovarli su un cammino comune, come avvenuto nei mesi passati.

Ho partecipato attivamente alla costruzione delle alleanze intorno a +Europa negli ultimi due mesi e davvero mi auguro che possa superare il sbarramento del 4 per cento, anche se il controllo dell’informazione pubblica e in larga misura anche privata che il governo nazionalpopulista ha drammaticamente accentuato rispetto al passato rende l’impresa molto complicata. Personalmente non ho ancora deciso se candidarmi alle elezioni con +Europa. Il mio impegno fondamentale resta in ogni caso quello di portare attraverso CentroMotore alla creazione di una forza politica che estenda l’area centrale dello schieramento fino a sconfiggere nelle elezioni politiche, quando che siano, e con le alleanze necessarie e compatibili, la controrivoluzione antiliberale e antidemocratica.

CentroMotore dopo le Europee dovrà cambiare la natura della sua attività. In questi mesi abbiamo guardato all’appuntamento del 26 maggio come un passaggio importante per il segnale di resilienza che volevamo offrire all’elettorato che difende i valori della democrazia liberale, dello stato di diritto, del mercato libero e concorrenziale, della collocazione atlantica dell’Italia. Da giugno in avanti dovremo impegnarci per la diffusione della nostra iniziativa attraverso la costruzione di programmi chiari e veritieri sui temi cruciali della politica nazionale. Dobbiamo evitare che prevalgano nell’opposizione le astuzie e il riflesso di autoconservazione delle forze politiche datate seconda Repubblica, travolte dai propri errori prima che dall’ondata di demagogia, spregiudicato disprezzo della verità, violenza verbale, incompetenza, bulimia di potere della coalizione Lega-M5S. Riprenderà il rapporto costante fra e con i nostri soci, aderenti e iscritti. E daremo una nuova spinta a Centromotore e alla rivoluzione liberale che oggi appare più necessaria che mai anche attraverso l’assemblea annuale che prevedo subito dopo le vacanze estive.

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